Le coltellerie di Frosolone

Frosolone è un piccolo borgo di eccellenza nella produzione di ferri taglienti. Si lavorano forbici e coltelli di varie tipologie, ma anche bisturi, pugnali, sciabole e arnesi da taglio in genere.

Scriveva Francesco Jovine in uno dei suoi articoli raccolti in Viaggio in Molise:

"I coltellinai di Frosolone, capaci di perfezionare continuamente le produzioni, fanno da sempre dell’artigianato delle lame una vera e propria arte. Ed oggi come nei trascorsi secoli di tradizione, l’inventiva, la creatività, la non serialità sono gli elementi di forza che fanno primeggiare la qualità e l’estetica degli arnesi da taglio di Frosolone".

Questo piccolo comune inserito nella lista dei Borghi più Belli d'Italia è uno dei centri più famosi per la produzione di coltelli italiani, dove l'arte della forgiatura ha origini molto antiche. Secondo lo storico Michele Colozza, autore del volume Frosolone dall’origine all’eversione dal feudalesimo edito nel 1933, questa antica tradizione prese avvio nel VI secolo, quando i Longobardi, popolo di cavalieri e guerrieri, scesero nell’Italia Meridionale.

Testimonianze documentali dimostranoo che in epoca medievale fabbri veneziani si stabilirono al sud e diedero origine ad una lunga tradizione di forgiatura nel Molise.

Molto fiorente già nel '400 in Molise era la fabbricazione di armi, un' attività sviluppata in particolare nei centri di Campobasso e Frosolone. I pugnali e gli altri arnesi che servivano all'armamento delle milizie, acquistarono in questo periodo notevole rinomanza per l'accuratezza della lavorazione.

Nel XVI secolo sotto la dominazione dei Gonzaga che richiamarono armaioli da Milano e di don Ferrante duca di Guastalla e conte di Campobasso, mecenate delle arti e delle industrie, queste lavorazioni ebbero un notevole sviluppo.

Ad un periodo di forte espansione della produzione seguì l'editto di Carlo III di Borbone con cui nel 1750 si vietava la lavorazione delle armi. Gli artigiani molisani reagirono in maniera differente, convertendo la produzione in oggetti di uso comune finemente decorati a Campobasso, e verso la fabbricazione di attrezzi di uso domestico a Frosolone.

Il piccolo centro continuò a espandersi durante il Regno delle Due Sicilie, quando si cercò di dare un assetto industriale ai territori con la riorganizzazione di fonderie e armamenti, fino a diventare un piccolo distretto industriale.

 

Un riconoscimento nazionale all’intera produzione frosolonese è rappresentato dal conferimento nel 1828 ai fratelli Giustino e Luigi Fazioli della medaglia d’argento per la particolarità dei loro prodotti all’Esposizione artigiana di Napoli.

A fine ottocento Frosolone contava più di del doppio degli attuali abitanti (3.500) con circa duecento addetti nella produzione di ferri taglienti e qui venne fondato uno dei più evoluti stabilimenti della regione, con diverse funzioni produttive.

Benedetto Croce raccontava che a Londra i migliori rasoi sono quelli importati dal Molise, la cui fama oltrepassa i confini del Regno di Napoli, facendo concorrenza a quelli di Toledo e Sheffield.

Tra la fine dell'Ottocento e la seconta metà del novecento vari tentativi di consociativismo cercarono di migliorare le condizioni economiche e sociali degli artigiani.

Sorse l'Unione delle fabbriche dei lavori di acciaio dal 1900 al 1907, la Società Operaia nel 1905, la Società Popolare Frosolonese “L'Indipendenza” e la Società Cooperativa dell'acciaio lavorato attiva dal 1907 al 1908 con 31 azionisti. I tentativi fallirono anche a causa della legge Giolitti dell’8 novembre 1908 che consentiva di portare liberamente coltelli con lama fino a 10 cm di lunghezza solo a condizione che fossero senza punta.

Alle difficoltà proprie dell'associazionismo si aggiunse un primo periodo di crisi del settore tra il 1910 e il 1911 cui seguì una breve ripresa.

 Nel 1920 Frosolone contava ottantasei artigiani con officina propria di cui settantatrè coltellinai e tredici forbiciai. La lavorazione dell'acciaio continuava ad essere l'attività principale sottolineata anche dalla nascita della Lega Coltellinai dal 1921 al 1923. In questi anni, tra l’altro, si registra la crescita della concorrenza tedesca, che offre analoghi modelli a minor costo.

La seconda crisi tra il 1927 e 1933 fu caratterizzata da una forte emigrazione di artigiani, soprattutto negli Stati Uniti dove la famiglia Miranda, originaria di Frosolone, riuscì a creare la Imperial Knife, una delle principali multinazionali nel settore della coltelleria. Anche i fratelli Federico, Domenico e Antonio Paolantonio emigrati da Frosolone prima del 1912, fondarono nel 1926 a Providence un'altra grande azienda, la Colonial Knife Company.

Nel 1944 fu la volta della Società Cooperativa Coltellerie Riunite destinata a durare oltre quarant'anni fino al 1988 quando venne rilevata dalla ditta Fraraccio. E’ l’ultimo importante tentativo di consociativismo, legato ai nomi delle più importanti famiglie di artigiani locali: De Luca, Fraraccio, Permanente e Tasillo.

Le cause della crisi del settore in particolare nel dopoguerra vanno ricercate nel più generale ritardo del meridione nell'industrializzazione dei processi produttivi. I coltelli di Frosolone hanno qualità elevata ma anche tempi di lavorazione lunghi e costi più alti rispetto alla concorrenza europea.

 

Oggi la lavorazione dei coltelli ha assunto carattere industriale pur mantenendo una forte connotazione familiare nella gestione delle attività.

Se anticamente nelle botteghe i coltelli e le forbici nascevano da una barra d’acciaio poi meticolosamente lavorata a mano, oggi tutto inizia all’interno della fonderia dove l’acciaio viene fuso negli stampi e avviato alla produzione attraverso vari passaggi.

A Frosolone sono ancora molte le famiglie e le ditte che operano nel settore delle forbici e coltelli, che esportano in Italia e nel mondo con il marchio Frosolone, il paese dall’animo d’acciaio.

I tipici manufatti della tradizione di Frosolone non possono semplicemente  essere definiti coltelli. Fatti a mano e su misura le diverse tipologie vanno da quello tradizionale allo Zuavo con il manico ricurvo, dai coltelli a scatto a quelli a molla, dal Mozzetto al Temperino, senza dimenticare gli utensili di uso domestico e gli attrezzi da lavoro come forbici da sarto o da barbiere, da manicure e da potatura, considerati di elevata qualità.  

I coltelli di Frosolone sono oggi dei veri oggetti d’arte, amati dai collezionisti ed appassionati e conservati in molti musei.

 

I modelli

Tra i coltelli storici di Frosolone vanno ricordati lo Sfilato e lo Zuavo, ancora oggi in produzione. Assolutamente diversi dai modelli precedenti, esulano dalla tradizione italiana assumendo caratteristiche proprie derivanti da particolari coltelli francesi e inglesi.

 

 

Lo Zuavo indica un coltello in uso tra gli Zuavi, arrivato in Italia con la campagna di Napoleone e derivante da coltelli prodotti a Chatellerault nella regione Poitou-Charentes con la tipica lama yatagan, diventati di moda dopo la campagna d'Egitto. Questo semplice coltello a molla è stato rapidamente adottato dai tre grandi centri produttivi italiani (Maniago, Frosolone e Scarperia) per le sue caratteristiche conformi alla legge del 1871 che vietava i coltelli con molla fissa.

 

Lo Sfilato è un coltello che deriva dal modello Sheffield della fine dell '800. La tradizione vuole che il primo ad introdurre questo coltello a Frosolone sia stato un arrotino di S. Elena Sannita (a 5 km di distanza da Frosolone città di smerigliatori e commercianti di coltelli) che venne pagato a Napoli da un marinaio inglese con questo coltello. Il modello è stato riprodotto a Frosolone, subito lavorato su larga scala diventando uno dei prodotti principali, denominato anche Frosolone. Lo Sfilato è stato poi imitato a Maniago e Scarperia.

Per la commemorazione del 150° anniversario dell'unità d'Italia è stato realizzato a Frosolone un particolare Sfilato, prodotto in soli 150 esemplari, tutti rigorosamente fatti a mano e certificati dal dott. Glauco Angeletti, direttore del Museo Castel S. Angelo in Roma. Il primo esemplare è stato donato all'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

 

Tipici della prduzione di Frosolone sono lo Sfilato a punta tonda e il Mozzetta, un coltello con l’estremità della lama priva di punta, come se fosse mozza. Questi modelli spesso riportano la dicitura permessi dalla legge e furono creati allo scopo di ottenere coltelli che si potessero portare più liberamente di quelli appuntito, dopo l'approvazione della legge Giolitti del 1908, che vietava la fabbricazione e la vendita di coltelli con lame a punta superiori a 4 cm.

 

 

Tra i modelli tipici del piccolo centro molisano non si possono non menzionare il Coltello a scatto di Frosolone, il Gobbo di Frosolone ma anche il Roncola e il Coltello Innesto, utilizzati soprattutto come attrezzi agricoli.

Anche il serramanico è stato prodotto a Frosolone fin dai primi anni del 1800, infatti, gli esemplari più antichi giunti fino a noi riportano i marchi dei coltellinai di Frosolone: RP con corona (Rocco Petrunti) e Prioletta.

 

Tra gli altri modelli tipici delle produzioni di Frosolone occorre ricordare la Molletta, un coltello a scatto con manico largo e lama molto piatta, realizzato soprattutto dalla famiglia Prioletta di Frosolone, lo Sfarziglia e lo Zumpafuosso, un coltello a molla molto affusolato lungo circa 23 centimetri che aperto ne misura 45 . 

 

La lavorazione

Particolare abilità e maestria sono richieste per trasformare la materia prima, l'acciaio, in forbici e coltelli attraverso diverse fasi di lavorazione.

Nella prima fase di lavorazione delle forbici avviene lo stampaggio della lama: riscaldata una piccola barra di acciaio la si pone sotto un maglio (Berta) per farle assumere la forma. Segue la tranciatura per eliminare dalla lama la bavatura prodotta dallo stampaggio.

Il prodotto grezzo è ora pronto per il ciclo di lavorazione  che prevede una trantina di operazioni. Le prime sul materiale grezzo sono quelle di foratura della lame e sgrossatura delle coste, delle imposte e delle lame stesse. Ad essa segue la tempera per aumentare la durezza dell'acciaio, operazione che richiede una particolare attenzione affinchè l'acciaio temperato non risulti troppo tenero o troppo duro.

Seguono poi la smerigliatura e levigatura delle varie parti delle lame che vengono svolte su mole abrasive o smerigliatrici a nastro fino ad affinare le parti lavorate.

Dopo la lucidatura e la nichelatura avviene il montaggio delle due lame e la regolazione del taglio cui segue la raddrizzatura a colpi di martello delle lame e dei gambi delle forbici. La lavorazione viene svolta completamente a mano con semplici strumenti. Solo alcune fasi richiedono l'ausilio di macchine automatiche. 

La lavorazione dei coltelli realizzati a Frosolone inizia con la tagliatura e tranciatura di bandelle di acciaio delle dimensioni di 0,2 cm ottenendo lame e molle che assumono forma e lunghezza desiderate con l'ausilio di vari stampi.

Dalla foratura e tempera delle lame e delle molle si passa alle fasi di smerigliatura. Chiude il ciclo la fase di affilatura.

Preparata la lamina gli artigiani procedono alla lavorazione del manico, detto paccarella, fatto di corno di bufalo scaldato sulla mola e stretto in un’apposita morsa, quindi tagliato e sagomato. Uno speciale impasto con pietra pomice finemente tritata e olio serve a lucidare il manico.

L'intera lavorazione di un solo coltello richiede circa tre ore.

 

Il Museo

Grazie ad un finanziamento del Ministero dell'Università e della Ricerca Universitaria di recente è stato ristrutturato e riaperto al pubblico il Museo dei ferri taglienti, situato nei locali di Via Selva. Qui sono conservati centinaia di oggetti di grande valore storico e artistico, che è stato possibile recuperare  grazie all'aiuto di appassionati e degli eredi dei migliori artigiani delle lame di Frosolone.

 

La Mostra

Sin dal 1996 in agosto a Frosolone si svolge la Mostra nazionale di forbici e coltelli lungo le vie del centro storico. La manifestazione ospita circa una cinquantina di artigiani che annualmente espongono i propri prodotti alla mostra, provenienti dai centri di Maniaco in Friuli, Premana in Lombardia, Scarperia in Toscana e Pattada in Sardegna, con i quali l'amministrazione di Frosolone ha redatto il Gemellaggio delle lame, un protocollo raggiunto allo scopo di preservare e promuovere la tradizione artigiana della coltelleria e degli oggetti da taglio italiani. 

 

 

La festa
Sempre in agosto ha luogo la Festa della forgiatura, durante la quale gli  artigiani svelano ai curiosi le tecniche dell’antica lavorazione artigianale, che si trasforma in un'occasione per ammirare e acquistare esemplari unici di coltelli e forbici, oggetti rari e preziosi frutto di un immenso patrimonio di conoscenze, di saperi e di competenze.

 

 

 

 

Fonte:

Domenico Fraraccio.